Castel di Sangro la pesca a mosca e il Ristorante Reale

Una bella giornata a Castel di Sangro tra ricordi di pesca e un fantastico pranzo al Ristorante Reale di Cristiana Niko Romito

Dopo tanti anni sono tornato a Castel di Sangro, una splendida cittadina abruzzese, dove ho pescato molte volte diverso tempo fa, nel fiume che la attraversa. Ricordo le giornate passate a lanciare, facendo delle belle catture e quattro chiacchiere con pescatori, anche istruttori di pesca a mosca, che incontravo. Qui, infatti, c’era e c’è tutt’oggi, la “Scuola Italiana di Pesca a Mosca”. Sono tornato in questi magnifici posti grazie a mio figlio e alla sua passione per la cucina. Lavorando come cuoco in un ristorante importante, voleva fare un’esperienza di un certo livello per arricchire le sue conoscenze; quindi ha prenotato qui a Castel di Sangro, dove si trova uno dei ristoranti più importanti d’Italia, il Ristorante Reale di Cristiana e Niko Romito, tre stelle Michelin. La giornata era caldissima, (questa estate verrà ricordata come una delle più calde di sempre), sulle sponde del fiume non c’era nessuno, soltanto un pescatore abbiamo visto da lontano che lanciava facendo dei loop molto belli. Le trote si vedevano facilmente dal Ponte della Maddalena, stavano quasi ferme, li, in attesa. Dopo aver fatto sosta in altri luoghi che ricordavo, raccontando a mio figlio delle belle trote pescate con gli amici, siamo andati a pranzo. Io non sono mai stato in ristoranti di questo livello, quindi ero molto curioso. Mio figlio essendo stato già in altri ristoranti stellati italiani, mi diceva: vedrai sarà un’esperienza unica. Aveva ragione, tutte le portate sono state una sorpresa, sapori che non avevo mai provato prima, un’esplosione di profumi con un abbinamento di vini fantastico. Non dimenticherò mai questa bella giornata con mio figlio e questo favoloso pranzo, lo Chef Niko Romito ha realizzato nel cuore dell’Abruzzo una splendida realtà che richiama gente da tutto il mondo.
Complimenti!

Il pranzo al Ristorante Reale di Cristiana e Niko Romito

Il seguente menù è stato abbinato a ottimi vini, selezionati con gran cura e attenzione dal sommelier Giovanni Sinesi. Le portate sono state tutte  servite e spiegate ad arte dal personale di sala, in particolare dalla Sig.ra  Cristiana Romito.

Soffice di pistacchio salato, ravanello marinato, pane ragu, pomodoro arrostito e glassato al miele, patata sotto la cenere
Soffice di pistacchio salato, ravanello marinato, pane ragu, pomodoro arrostito e glassato al miele, patata sotto la cenere
Sedano, carota, cipolla, olio d'oliva e salvia
Sedano, carota, cipolla, olio d'oliva e salvia
Misticanza alcolica e mandorla
Misticanza alcolica e mandorla
Spigola, capperi e prezzemolo
Spigola, capperi e prezzemolo
Anguria e pomodoro
Anguria e pomodoro
Assoluto di cipolla, parmigiano e zafferano tostato
Assoluto di cipolla, parmigiano e zafferano tostato
Il pane
Il pane
Pancetta e sedano rapa
Pancetta e sedano rapa
Lenticchie, nocciola e aglio
Lenticchie, nocciola e aglio
Tortelli con pollo
Tortelli con pollo
Melanzana, caramello di pesca e pomodoro
Melanzana, caramello di pesca e pomodoro
Fettuccine tiepide di semola con gamberi rossi e pepe rosa
Fettuccine tiepide di semola con gamberi rossi e pepe rosa
Piccione fondente e pistacchio
Piccione fondente e pistacchio
Granita di liquirizia con aceto bianco, cioccolato bianco con aceto balsamico
Granita di liquirizia con aceto bianco, cioccolato bianco con aceto balsamico
Cioccolato, pesca e fichi al sale
Cioccolato, pesca e fichi al sale

Casadonna, il Ristorante Reale e la foto con lo Chef Niko Romito

Roberto
Aniene Fly Fishing

Itinerario Monasteri Benedettini Subiaco

Monastero di San Benedetto a Subiaco

Itinerario della Pace Monasteri Benedettini Subiaco (Roma)

Il nostro percorso permette di arrivare a piedi ai complessi architettonici dei Monasteri di S. Scolastica e di S. Benedetto. Si percorre l’antica strada pedonale che si distacca dalla Provinciale 45/a dopo la rotonda di S. Mauro; questo tempietto venne eretto per ricordare un miracolo di S. Benedetto, che fece camminare Mauro sulle acque del lago di Nerone per salvare Placido che stava annegando.

Ci distacchiamo dai resti della Villa di Nerone imboccando la pedonale che ci offre la vista della Cappella di San Clemente, eretta sui ruderi nel 1484 per ricordare che lì S. Benedetto costruì il suo primo monastero.

 

Proseguendo ci appare una quercia maestosa e secolare, che rimane nei ricordi dei bambini per la legenda del tesoro nascosto dai briganti.

Incontriamo l’Oratorio della Madonna dell’Oro, chiesetta romantica, piccola, ma con bella impostazione architettonica.

Tagliamo la provinciale e arriviamo al Protocenobio di S. Scolastica. E’ il più antico monastero benedettino; l’intero complesso costruito in epoche diverse si percorre attraverso i tre chiostri (rinascimentale, gotico, cosmatesco) per giungere nella chiesa neoclassica di G. Quarenghi, sormontata dal campanile Romanico (1052). Qui nacque la prima stampa italiana con le opere di Lattanzio (1465) dai tedeschi Sweynheim e Pannartz.

Dopo aver visitato il monastero di S. Scolastica si prosegue costeggiando la Chiesetta di Santa Crocella, costruita nel luogo dove il giovane Benedettino fu rivestito dell’abito anacoretico da S. Romano per eremitare nello Speco.

Riprendiamo il percorso tra tornanti che ci permettono di godere gli ampi paesaggi dell’Alta Valle dell’Aniene da far rimanere senza fiato.

Si arriva all’ingresso del boschetto dei Lecci determinato da un arco gotico con, ai lati, due cappelline.

Il viale, percorrendolo nei suoi 200 metri, si conclude ai piedi di un angusta scaletta che ci porta al piazzale antistante il Monastero di S. Benedetto, che si apre su uno scenario della Valle dell’Aniene incontaminato e affascinante.

Il monastero è stato costruito addosso alla roccia che contiene la grotta (Sacro Speco) dove S. Benedetto visse per tre anni in eremitaggio. Il complesso è formato da due chiese sovrastanti; l’insieme è composto da ambienti scenograficamente unici, rivestiti da affreschi di scuola senese e scuola umbra; nella grotta si può ammirare la bella scultura di S. Benedetto, opera dello scultore ticinese Raggi.

Terminata la visita del Sacro Speco, mediante un agevole viale si giunge al Torrione dove si gode la vista della vallata di Subiaco con, all’orizzonte, gli innumerevoli paesi arroccati e quasi guardinghi al sottostante fiume Aniene.

Testo di: Giorgio Orlandi

Nevicata del 04 febbraio 2012 a Subiaco

Nevicata eccezionale del 04 febbraio 2012 a Subiaco, sullo sfonfo il Monastero di San Francesco.

Sono caduti più di 60 cm di neve in tutti i comuni intorno a Subiaco creando notevoli disagi alla popolazione. L’abbondante nevicata ha fatto cadere alberi sulle linee eletriche causando,  in diversi paesi, la mancanza di energia elettrica e lasciando migliaia di abitanti al buio e al gelo per molte ore.

Roberto Pragliola

Roberto Pragliola, un’icona della pesca a mosca,  è l’ideatore della Tecnica di lancio Totale (TLT) riconosciuta internazionalmente come “Italian Flyfishing Style”. A tutt’oggi, è considerato fra i più popolari ed importanti pescatori con la mosca del panorama Italiano ed internazionale.
Nella sua lunghissima carriera ha, fra le altre cose, fondato la rivista “Mosca e Spinning” e la “Scuola Italiana di pesca a Mosca” (SIM). E’ autore di tre libri sulla pesca con la mosca artificiale: “Il Pescatore con la mosca” , “Trote e mosche in acque veloci” e “Magia sull’acqua”, nonchè di moltissimi articoli sulle più importanti riviste di settore dagli anni ‘70 ad oggi.
Ha progettato canne da pesca per importanti aziende italiane e straniere.
Roberto Pragliola è il presidente fondatore dell’Accademia Italiana della Pesca a Mosca.