Laghetto di San Benedetto: dove parcheggiare, dove mangiare

Il laghetto di San Benedetto è una meta classica per Subiaco. Consigli su dove parcheggiare e dove mangiare.

Si trova ai piedi del Monastero di San Benedetto. Lo splendido e piccolo specchio d’acqua ultimamente è meta di tanti turisti, quindi consigliamo di arrivare al mattino presto per trovare parcheggio nelle vicinanze. In alternativa bisogna lasciare la propria auto più avanti, al parcheggio del Monastero di Santa Scolastica. Molti parcheggiano lungo la strada che porta ai Monasteri, creando un notevole disagio per il traffico locale (evitate di farlo!). Comunque ci sono sempre i Vigili del Comune di Subiaco che regolano il traffico e danno istruzioni per dove parcheggiare. Per arrivare al laghetto è necessario scendere su un sentiero guidato. Ci sono gli operatori che, dopo aver fatto pagare un ticket d’ingresso di € 1,50, indicano il percorso da seguire. Il ticket è stato introdotto da poco dal Comune di Subiaco per garantire gli interventi di sistemazione del sito. C’è una bella area attrezzata con tavoli e panchine, un barbeque a legna e servizi igienici. Gli ingressi sono regolamentati per permettere a tutti di vedere lo splendido Laghetto di San Benedetto. Dove mangiare? Se non avete portato il pranzo al sacco, in zona ci sono diversi ristoranti e agriturismo. Noi consigliamo, visto il contesto della gita, di andare a pranzo all’Agriturismo Colle Tocci e ordinare un bel piatto di “Ndremmappi” ! (si consiglia la prenotazione).

Laghetto di San Benedetto
Laghetto di San Benedetto

Foto ingresso Laghetto

Le trote dell’Aniene nella storia

Dal Libro di Ferdinand Gregorovius
“Passeggiate per l’Italia” Vol.2

“Benedetto nacque a Nursia nella Valeria nell’anno 480, ed all’età di quattordici anni venne a Roma, per iniziarsi agli studî di umanità. Ma presto, assalito dalla brama della solitudine, cominciò ad errare per i deserti monti Simbruini, e qui visse, in una caverna, assorto in estatiche meditazioni.”

“Il luogo si chiamava Sublacus, ed era noto anche a Plinio per una bella villa di Nerone, il quale aveva fatto, sbarrando con una arginatura l’Aniene, costruire quivi tre laghetti artificiali, per pescarvi le trote con reti d’oro. Queste trote sono ancora famose come al tempo di Nerone, ma i laghetti durante il medio evo scomparvero”

“Al tempo in cui il giovane romito viveva lassù, non esisteva ancora la città di Subiaco; però sulle rovine della villa di Nerone era sorto un chiostro dedicato a S. Clemente, ed uno de’ suoi monaci, di nome Romano, soleva ogni giorno portare del cibo alla grotta del giovane Benedetto.”

Immagine dal Libro "I Monasteri di Subiaco"
Immagine dal Libro "I Monasteri di Subiaco"